AURORA LIVOLI, L’INDAGATO È UN PREDATORE SERIALE: TRA LE VITTIME DUE 19ENNI E UNA 40ENNE

Omicidio della 19enne di Monte San Biagio, Aurora Livoli. Il 57enne peruviano aveva tre precedenti ai danni di donne, tra cui giovani

Sono i precedenti inseriti negli archivi delle forze dell’ordine a caratterizzare la personalità di Emilio Gabriel Valdez Velazco, il 57enne indagato per la morte della 19enne di Monte San Biagio, Aurora Livoli, trovata senza vita nel cortile del condominio di Via Paruta, a Milano, alla fine del dicembre appena passato. Almeno in due precedenti occasioni, il peruviano avrebbe messo in pratica sulle vittime la stretta al collo. Aurora è stata trovata con segni evidenti di strangolamento.

La stretta al collo è stata utilizzata dal 57enne peruviano per tramortire alla fermata Cimiano della M2 la connazionale di 19 anni E.M., strappandole lo smartphone e trascinandola verso un punto isolato della stazione dicendole “Stai zitta, ora morirai”. Dopo quell’aggressione, miracolosamente scampata dalla giovane, l’uomo è stato immortalato dalle telecamere entrare nel condominio mentre seguiva Aurora Livoli.

Messo in fuga, infatti, dalla reazione della studentessa peruviano, salvata dall’arrivo di alcuni passeggeri scesi da un treno del metrò, l’uomo ha incontrato poco dopo Aurora Livoli. I primi accertamenti dei carabinieri della Compagnia Monforte e del Nucleo investigativo spiegano che i due si sono incrociati nel tunnel della stessa stazione della linea verde.

Il sottopasso sbuca nel viale di Palmanova, quindi sul lato di via Padova. Un punto, come ricostruisce “Il Giorno”, distante appena trecento metri da via Paruta, la stradina privata che Valdez e Aurora, scomparsa dalla provincia di Latina il 4 novembre, hanno percorso attorno alle 22.45 per poi infilarsi nel cortile interno del super condominio ai civici 74-76. La mattina del 29 dicembre, la diciannovenne, che poco più di un mese prima aveva interrotto i contatti con i genitori, è stata ritrovata morta, con un giubbotto a coprire la parte alta del corpo completamente nuda e segni sul collo compatibili con uno strangolamento.

Segni molto simili a quelli provocati dalla stretta usata sia alle 22 per tramortire la studentessa peruviana nella metro, sia un anno e mezzo prima a Cologno Monzese. Infatti, a quanto risulta dalle segnalazioni che emergono nella banca dati interforze Sdi, nel luglio 2024, Valdez si sarebbe avventato su una quarantenne italiana, l’avrebbe palpeggiata e le avrebbe stretto il collo. Un anno dopo, nel luglio 2025, avrebbe preso di mira una connazionale diciannovenne (della stessa età della studentessa peruviana e Aurora) e avrebbe abusato sessualmente di lei, sempre a Cologno Monzese, dove viveva da circa due anni, ospite di una quarantatreenne salvadoregna.

Entrato in Italia per la prima volta nel 2017 dallo scalo aeroportuale di Linate, con il nome di Emilio Graviel Baldes, nato il 19 novembre 1969, il 4 agosto 2019 è stato dichiarato irregolare; e due giorni dopo, da destinatario di un provvedimento di espulsione, è stato accompagnato coattivamente alla frontiera. Tuttavia, la notte tra il 6 e il 7 ottobre è ricomparso in via Padova (un altro elemento che torna in questa storia), dove fu arrestato per violenza sessuale: fu un passante ad allertare il 112 dopo aver sentito le urla di una ragazza, pure in quel caso peruviana di 19 anni. Quando i militari arrivarono, lui stava ancora abusando della ragazza: fu bloccato e portato nel carcere San Vittore.

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