VA AL CENTRO DI PRONTO INTERVENTO SOCIALE CON UNA PISTOLA: DOPO LE MINACCE, SCAPPA

Choc all’interno del centro di Pronto Intervento Sociale gestito dalla cooperativa di Latina, Astrolabio: un uomo ha minacciato uno straniero

Si sarebbe presentato stamani, 2 gennaio, al centro di Pronto Intervento Sociale di Via Don Morosini, gestito dalla cooperativa Astrolabio, con una pistola così da minacciare uno degli stranieri presenti. L’uomo, italiano, avrebbe proferito frasi intimidatorie, avendo con sé una pistola, forse una scacciacani, alla presenza anche di alcuni operatori del servizio gestito dalla nota cooperativa pontina. Dopodiché, il soggetto si sarebbe dileguato, lasciando di sasso tutti quanti.

Chiamato il numero d’emergenza 112 dagli operatori, sul posto si sono presentati gli agenti della Polizia di Stato per cercare di risalire all’identità dell’uomo, soprattutto in ragione del fatto che con sé aveva un’arma. Da stabilire, ovviamente, se si trattasse di una pistola vera o di quelle giocattolo.

Un episodio inquietante in considerazione del fatto che il centro del pronto intervento sociale è frequentato anche dal giovane tunisino, in Italia da poco, che, lo scorso 22 dicembre, ha accoltellato con un taglierino un noto pregiudicato 33enne di Latina, imputato e assolto nel processo antimafia “Reset”, dopo essere stato colpito per strada da quest’ultimo. Non è escluso, quindi, in considerazione dei precedenti del 33enne, con una personalità dedita alle animosità, che l’uomo che si è presentato in Via Don Morosini possa essere proprio il medesimo 33enne.

Il giovane tunisino aveva spiegato che stava viaggiando a bordo del suo monopattino quando, ad un certo punto, incrociando il 33enne all’altezza di Via Duca del Mare è stato imbeccato da quest’ultimo che gli ha chiesto cosa aveva da guardare, per poi rifilargli un pugno in viso. Ne era nata una discussione, proseguita mentre i due camminavano. Al che entrambi si erano di nuovo azzuffati fino a che, così come ha raccontato il tunisino alla Polizia Locale, il giovane non aveva tirato fuori un taglierino con cui aveva colpito il 33enne. Il giovane maghrebino, indagato per lesioni personali, aveva detto di averlo fatto per legittima difesa perché l’altro, che non ha sporto denuncia, lo stava picchiando.

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