Progetto Ambiente al collasso, i sindacati: “Crisi gestionale, abusi su straordinari, anomalie retributive e un’azienda senza guida”
“Progetto Ambiente, la società partecipata del Comuni di Aprilia che opera nel settore della gestione dei rifiuti, è ormai allo stremo”. A spiegarlo, in una nota, sono i rappresentanti sindacali di Ugl e Cisl.
“Le problematiche organizzative, le continue violazioni dei contratti collettivi e l’assenza di una direzione stabile stanno portando l’azienda sull’orlo del collasso, creando un clima di forte tensione tra i lavoratori.
Le segnalazioni dei sindacati parlano chiaro: disorganizzazione totale, abuso di straordinari, trattamenti economici inadeguati e, soprattutto, una gestione che sembra essere totalmente fuori controllo.
L’azienda senza timone da oltre un anno. Dal giugno 2024, Progetto Ambiente è senza Direttore Generale, un vuoto di potere che, secondo i lavoratori, ha amplificato la disorganizzazione interna e la confusione operativa.
A peggiorare le cose, la presenza dell’amministratore, che si limita a venire in azienda solo 2 o 3 giorni al mese, lasciando la gestione quotidiana in mano a figure che, a detta dei sindacati, non sono in grado di garantire una guida stabile e competente.
L’assenza di una leadership chiara ha prodotto una catena di inefficienze che ora mette a rischio la qualità del servizio e la sicurezza dei dipendenti.
Un altro problema drammatico riguarda il monte ore straordinario. I lavoratori denunciano che il numero di ore straordinarie richieste sta superando di gran lunga i limiti previsti dal contratto collettivo nazionale, con turni straordinari che si accumulano senza una programmazione chiara.
Le ore straordinarie, infatti, sarebbero spesso imposte senza preavviso e senza tenere conto delle necessità di recupero. Non solo: i sindacati segnalano che i dipendenti sono costretti a rimanere vincolati al “giro di appartenenza”, una prassi che limita la flessibilità e va in netto contrasto con quanto previsto dal CCNL”.
“Questa gestione caotica sta creando un ambiente di lavoro insostenibile – dichiarano le rappresentanze sindacali. I lavoratori sono costretti a lavorare in condizioni di stress continuo, senza la possibilità di un giusto riposo”.
“Oltre agli straordinari eccessivi, un altro capitolo critico riguarda le trattenute per la malattia breve. I lavoratori segnalano che le franchigie applicate non sono conformi al contratto e in alcuni casi vengono applicate in modo arbitrario e non giustificato. Le trattenute per malattia sono state eseguite senza alcuna trasparenza, e in alcuni casi sono state addirittura applicate senza preavviso,” spiegano i sindacati. Le difformità nelle buste paga sono diventate un problema sistemico, con ripercussioni sulle finanze dei dipendenti e un crescente malcontento.
I lavoratori denunciano anche un clima di pressione costante dovuto all’elevato numero di procedimenti disciplinari che vengono avviati, spesso per errori minimi o per questioni formali.
Questa politica di “ritorsione” sta creando un ambiente di lavoro pesante, dove i dipendenti temono per il proprio posto anche per il più piccolo errore. Nonostante l’ambiente teso, sono già tre i dipendenti che hanno scelto di dimettersi volontariamente, ritenendo insostenibile il clima aziendale.
Sul fronte economico, i lavoratori sono in attesa di risposte concrete riguardo al Premio di Produzione. La trattativa, che riguarda gli anni 2024, 2026 e 2027, è bloccata da mesi, con rinvii sistematici e nessuna comunicazione chiara da parte della direzione. L’incertezza economica sta creando ulteriore frustrazione tra i lavoratori,” affermano i sindacati. “I dipendenti non hanno più alcuna fiducia nell’azienda che non rispetta nemmeno gli accordi economici”.
“Nonostante i numerosi appelli delle rappresentanze sindacali, le richieste di incontro con i Commissari sono cadute nel vuoto, lasciando i lavoratori senza alcuna risposta concreta. La misura è colma,” concludono i sindacati. “Progetto Ambiente ha bisogno di un intervento immediato. Non possiamo più lavorare in queste condizioni. L’azienda sta andando verso il collasso, e i dipendenti sono stanchi di essere ignorati. I lavoratori chiedono, quindi, l’apertura urgente di un tavolo di crisi per risolvere le gravi problematiche gestionali, ripristinare il rispetto dei diritti contrattuali e garantire un futuro dignitoso per tutti i dipendenti”.
