A oltre un anno dall’abbattimento del Convento Sant’Antonio a Cisterna, interviene l’attivista Maurizio Cippitani criticando il Comune
“L’amministrazione comunale aveva commissionato una perizia per valutare la vetustà del cinquecentesco muro perimetrale degli orti dei frati del Convento di S. Antonio, con tanto di “prelievo di campioni sul posto”. Ma poi? Nessuna comunicazione, nessun risultato reso noto. Una farsa. Una presa in giro ai danni di quei pochi cittadini che ancora si ostinano a difendere la storia di questo paese, mentre chi governa sembra impegnato soprattutto a cancellarla”, inizia così la dichiarazione di Maurizio Cippitani, esponente del comitato per la salvaguardia e tutela del convento.
“E come se non bastasse, si è persino avuto il coraggio di sbandierare ai quattro venti la menzogna che il muro non fosse vincolato. Menzogna, sì. Perché il vincolo non spettava certo ai privati o alla CCL, ma all’amministrazione comunale, già avvisata con larghissimo anticipo – per iscritto e più volte anche a voce – del pericolo che incombeva non solo sulle mura, ma anche sugli affreschi, sui macchinari, sulle grotte e sull’intera area circostante. Tutto ignorato, tutto insabbiato.
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Come Comitato avevamo chiesto collaborazione: non chissà cosa, semplicemente di fare squadra. Bastava sedersi insieme a un tavolo con la Soprintendenza. Invece? Ci hanno lasciati soli, costretti ad affrontare un funzionario ministeriale insensibile e impreparato, uscendo con una sconfitta bruciante, come se il mulino fosse un affare nostro e non un patrimonio della collettività.
La delusione è stata enorme. Abbiamo chiesto un incontro con gli amministratori, ma non hanno mai avuto il coraggio – o la decenza – di concederlo. Risultato: dopo un anno, il muro ANTICO è stato barbaramente abbattuto da mani ignoranti e senza scrupoli, senza che gli amministratori abbiano speso una sola parola contro questi responsabili (e il motivo si intuisce fin troppo bene), mentre non hanno esitato a scagliarsi coraggiosamente contro qualche teppistello locale. A questo punto, con il beneplacito – diretto o indiretto – dell’amministrazione comunale. Il Comune, sostenendo il nostro esposto, aveva il potere di far apporre i vincoli necessari e persino di intervenire con i propri strumenti per tamponare la situazione ed evitare la distruzione del muro antico… Ma non lo ha fatto.
E allora la domanda è inevitabile: davvero i sostenitori del sindaco e degli assessori non provano nemmeno un minimo dubbio, né un briciolo di imbarazzo, di fronte a critiche e proteste? Possibile che si bevano tutto senza fiatare, accontentandosi delle menzogne che vengono loro propinate? Qui non si tratta di opinioni – che andrebbero sempre democraticamente espresse e ascoltate in appositi incontri anche pubbilici con chi, da potenziale alleato, è stato trasformato in “controparte” soltanto perché gli è stata negata la possibilità di collaborare – ma di complicità in un vero e proprio scempio”.