Mancata convocazione del Consiglio Comunale, i consiglieri comunali d’opposizione, a Sabaudia, interpellano il Prefetto
In data 14 marzo – spiegano in una lettera al Prefetto – i consiglieri comunali hanno presentato la richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale, cosi come previsto dall’articolo 39 comma 2 del digs 267/2000. Il 16 marzo, è stata presentata ad integrazione della richiesta già agli atti apposita mozione per la discussione. Senza voler entrare nell’oggetto della richiesta che fa riferimento alla sentenza del Tar Lazio — Sezione di Latina con la quale è stato annullato il piano economico finanziario Tari 2023 con gli atti conseguenti relativamente la bilancio di previsione e al rendiconto della gestione per la parte interessata, si rileva che alla data odierna lo stesso non é stato convocato né risulta essere stata convocata la commissione dei capigruppo per indicare data e ordine del giorno.
La convocazione del Consiglio comunale, a seguito di richiesta sottoscritta da oltre 1/5 dei consiglieri assegnati, cosi come previsto dalla legge e dallo Statuto comunale, è da considerarsi come atto dovuto. L’articolo 39 comma 2 del d.lgs 267/2000 prescrive che il Presidente del Consiglio comunale è tenuto a convocare il Consiglio quando lo richieda 1/5 dei consiglieri assegnati nel termine di 20 giorni, come indicato dalla legge. È del tutto palese dalla interpretazione giurisprudenziale e dottrinale che siamo di fronte ad un atto necessario senza alcuna discrezionalità da parte del Presidente del Consiglio comunale.
Tale prerogativa è tutelata dalla legge che prevede espressamente, in caso di mancata convocazione, il potere sostitutivo del Prefetto. Al Presidente del Consiglio comunale, come da orientamento giurisprudenziale, spetta solamente la verifica formale (la presenza delle sottoscrizioni necessarie) mentre non può sindacarne l’oggetto, di stretta competenza del consiglio medesimo, che può intervenire sullo stesso all’atto della discussione nella forma della pregiudiziale”.
La minoranza chiede al Prefetto di Latina l’esercizio del potere sostitutivo per garantire il corretto esercizio dell’attività consiliare nel pieno rispetto della legge e dello Statuto comunale.