Gara dei rifiuti nel Comune di Terracina: ad arrivare per prima nella gara indetta per il servizio di nettezza urbana è la Super Eco srl
Farà discutere e non poco l’esito della gara d’appalto, ancora da aggiudicare, per il servizio di nettezza urbana nel Comune di Terracina, il terzo centro della provincia di Latina. La gara è stata indetta sulla piattaforma della Provincia di Frosinone e a presentare la migliore offerta è stata una ditta, la Super Eco srl, i cui vertici passati e presenti sono stati investiti da processi e indagini, persino della Direzione Distrettuale Antimafia.
La Super Eco, con sede a Cassino, è arrivata prima nell’e offerta economica, sopravanzando la Teknoservice srl e la De Vizia Spa, ossia la società che ha gestito per anni la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Terracina. La gara per il trasporto, lo smaltimento e il recupero dei rifiuti a Terracina è molto ambita, avendo un valore complessivo di quasi 93 milioni di euro per cinque anni di gestione, più tre di proroga e uno di deroga. In tutto nove anni, già stabiliti a monte.
La gara che deve ancora essere aggiudicata vede, però, già un vincitore. Si tratta, per l’appunto, della ditta ciociara Super Eco srl, guidata dall’amministratore e socio unico, Carlo Ciummo. La Super Eco, nel 2021, è finita dentro una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Domenico De Siano (Forza Italia). Nell’interrogazione si ricorda che la Super Eco srl, società con sede a Cassino fondata nel 2015, nel 2016 è subentrata alla EGO ECO, rilevando il ramo dell’azienda. Le cessioni dalla Ego Eco alla Super Eco sono continuati anche nel 2022 e nel 2024.
All’interno della Super ECO S.r.l., dall’analisi della visura ordinaria del registro delle imprese della camera di commercio di Frosinone risulta che il socio unico e rappresentante è Carlo Ciummo, figlio dell’ex amministratore della EGO ECO S.r.l. Vittorio Ciummo. Quest’ultimo risulta condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione per reati nell’ambito degli appalti della nettezza urbana.
Secondo gli inquirenti, alla luce delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza a partire dall’estate 2008, attorno alla raccolta rifiuti a Minturno sarebbe stata consumata una frode in appalti pubblici e una truffa da parte della società appaltatrice, la Ego Eco, reati resi possibili dall’appoggio dato all’azienda da dirigenti comunali e politici, con la raccolta differenziata rimasta solo sulla carta. I politici e gli amministratori coinvolti, invece, furono assolti.
Ciummo senior, ad ogni modo, nel 2023, risultava indagato insieme al figlio, Carlo Ciummo, in una indagine della Dda di Napoli. Al centro della attenzioni investigative il sistema che ruoterebbe attorno a Nicola Ferraro, imprenditore di Casal di Principe ed ex consigliere regionale dell’Udeur. Tra i reati contestati nell’indagine quello di concorso esterno in associazione camorristica per fatti gravitanti sempre nel campo del businness dei rifiuti. Ferraro è noto per una maxi confisca subita per un valore di circa 2,5 milioni di euro. Per la Dda l’ex politico Udeur sarebbe al centro “di un gruppo di imprenditori che ha fatto cartello, ossia ha monopolizzato il settore della sanificazione di strutture della sanità pubblica campana”.
Nel 2016, peraltro, Vittorio Ciummo era stato arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e dalla Guardia di Finanza su disposizione della magistratura partenopea e della Dda di Napoli, insieme ad altre 12 persone, tra pubblici funzionari e politici residenti tra le isole di Ischia e Procida e la Campania con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. Le indagini gli contestavano sempre l’appalto dei rifiuti che riguardava, in quel caso, le isole di Ischia e di Procida.