Ex centrale elettrica Sep di Ponza: non solo abusi edilizi, le indagini vertono anche sulla mancata bonifica dell’area
Sono quattro gli indagati per la mancata realizzazione della bonifica all’interno dell’area dell’ex centrale elettrica della Sep di Ponza. La Procura di Cassino, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri Forestali, ha infatti concluso le indagini a carico dell’amministratore della Sep, del direttore dei lavori, del diretto tecnico della stessa società e infine del responsabile ufficio ambiente del Comune di Ponza. Ad essere contestato è l’inquinamento della falda su una porzione di terreno, successivamente cementato. L’area, interessata da una parziale bonifica, sarebbe stata contaminata con idrocarburi.
A maggio 2024, i Carabinieri del Nipaaf avevano eseguito il provvedimento di sequestro e posto i sigilli all’ex centrale elettrica Sep di Ponza in via Cesarano. Alla base del sequestro alcune discrasie tra i lavori in corso d’opera e il Piano Regolatore Generale del Comune. Dunque, una ipotesi di illecito dal punto di vista urbanistico, una delle piaghe dell’isola pontina.
Tra le irregolarità emerse anche il mancato nulla osta per il Piano Assetto Idrogeologico, ossia il cosiddetto Pai che non sarebbe stato mai rilasciato alla struttura.
A latere della vicenda bonifica rimane in piedi l’indagine, arriva a conclusione anch’essa, che era partita da un esposto in cui venivano contestate alcune irregolarità nella sede della Sep, la Società Elettrica Ponzese. Secondo quanto ipotizzato, vi sarebbe stata la trasformazione di locali commerciali in locali tecnici, servendosi solo della segnalazione certificata di inizio attività (la cosiddetta Scia). Il problema è che gli uffici della Sep si trovano in un’area sottoposta a vincolo e quindi di competenza anche della Soprintendenza. Ecco perché il cambio di destinazione d’uso dei locali avrebbe richiesto diversa procedura. Peraltro, dopo l’ispezione, i Forestali avevano appurato che sopra il lastrico solare dell’edificio, di competenza demaniale, era stato apposto un impianto climatico. Una aspetto che evidenzierebbe una ennesima irregolarità.
Ad essere indagati, l’amministratore della Sep e due tecnici che si sono occupati di richiedere la Scia al Comune di Ponza, senza ricevere, però, nessun diniego, per un palazzo, quello che ospita la società, sottoposto a vincolo.