FONDI, IL CIRCOLO ARCI “PATA PATA” OSPITA UNA PROTAGONISTA DEL PROCESSO SUL “MASSACRO DEL CIRCEO”

Rosaria Lopez e Donatella Colasanti
Rosaria Lopez e Donatella Colasanti

Il 1975 in Italia è un anno ricco di eventi di grande impatto sulla società civile tutta: le sigle terroristiche e i gruppi eversivi si manifestano con particolare violenza in uno scenario politico segnato da dibattiti accesi; i sindacati ottengono importanti vittorie nel mondo del lavoro, tra gli operai e le operaie delle fabbriche, in un regime di austerity che attanaglia il Paese; il diritto al voto si estende anche ai diciottenni; viene approvata la riforma del diritto di famiglia che sancisce la parità giuridica dei coniugi che avranno uguali diritti e doveri.

Ed è proprio quest’ultimo tassello che apre un percorso lungo e tortuoso verso la parità di genere, in cui il massacro del Circeo si inserisce con prepotenza. 

Era settembre del 1975 quando Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, furono invitate da Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido – tre ragazzi della “Roma bene”- con l’inganno ad una festa in una villa sul litorale pontino. Lì vennero torturate, stuprate e vessate per quasi 48 ore. 

Rosaria Lopez morì, mentre Donatella Colasanti riuscì a salvarsi fingendosi morta. I loro corpi furono trovati nel bagagliaio di una Fiat 127 bianca situata in Viale Pola a Roma.

Il processo, che si tenne a Latina, vide una partecipazione massiccia delle esponenti del movimento femminista di tutta Italia poiché per la prima volta si palesava la possibilità di modificare in maniera sostanziale il codice penale per un reato come lo stupro che fino ad allora era considerato un crimine contro la morale e non contro la persona. Eppure, ci vollero altri 20 anni perché questa possibilità si trasformasse finalmente in realtà.

Ancora oggi il massacro del Circeo e il procedimento penale che seguì sono impressi nella memoria collettiva di noi tutti poiché rappresentano un caso giudiziario che ha cambiato il modo di percepire la violenza degli uomini sulle donne e il modo di vivere la giustizia nei casi di violenza. Ancora oggi è fondamentale raccontare questa vicenda.

Ma perché il processo e le conseguenze del caso devono ancora essere al centro di dibattiti e riflessioni? Cosa è rimasto irrisolto? È stata fatta davvero giustizia? E soprattutto, perché ci sono voluti venti anni per cambiare la legge sullo stupro come reato contro la persona e non come offesa alla pubblica morale?

Domande, dubbi e riflessioni su quanto successo, tra il 29 e 30 settembre del 1975 e nei successivi anni del processo, saranno oggetto dell’incontro con Patrizia Amodio, femminista che partecipò attivamente al processo del “Massacro del Circeo” presso il tribunale di Latina, il 18 febbraio alle ore 18:00 presso il Circolo Arci “Pata Pata” di Fondi.

Insieme a Patrizia Amodio presiederanno l’avvocata Daniela Sfragano e la giornalista Anna Scalfati che ci illustreranno l’impatto dell’evento sia nel contesto giuridico che socio-culturale a partire dalla fine degli anni 70 fino ad oggi.

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