Eccidio del 6 gennaio 1913 a Roccagorga. il Sindaco Carla Amici, con un post sui social, ricorda il tragico evento.
Furono sette i manifestanti uccisi dalle forze dell’ordine perché protestavano contro l’amministrazione comunale per la vessatoria applicazione delle tasse comunali con criteri discrezionali, la mancanza assoluta di un acquedotto comunale, di una rete fognaria e della raccolta dei rifiuti urbani. Da qui, il Comune di Roccagorga ha intitolato l’omonima piazza a quella data funesta.
“6 gennaio 1913 – scrive la sindaca Carla Amici – una data non solo da ricordare ma da tramandare, trasmettere nel tempo alle nuove generazioni per rendere vivo non solo il ricordo ma il profondo senso di quelle lotte sociali di diritti e libertà. L’epifania, la pasqua rossa di sangue e di diritti violati per la riscossa della dignità di un popolo.
Il 6 gennaio del 1913, Roccagorga allora come oggi, si svegliò sotto un cielo nuvoloso , un cielo che non non si sarebbe mai dimenticato. La tensione era forte come le richieste di dignità, giustizia sociale e diritti civili. Non solo parole, ma forza animata dai tanti uomini e donne che per troppo tempo avevano vissuto nell’ombra della povertà e della non considerazione.
Una resistenza collettiva che diventa una manifestazione contro l’ingiustizia che li aveva imprigionati per generazioni. Il filo rosso unisce un sogno alla speranza di un mondo in cui il lavoro fosse rispettato, lontano dalla paura di un futuro che non dava speranze. Erano tanti quel giorno in piazza, donne, uomini , bambini, urla e paura alimento attimi di terrore. La manifestazione non si fermò, si sparò sulla folla inerme che chiedeva diritti.
I vento gelido di gennaio soffiava sulla piazza di Roccagorga, il ricordo di quelle vite spezzate diventò la luce che ha guidato generazioni verso un domani in cui nessuno sarebbe stato più solo nella lotta per i propri diritti. In memoria delle vittime dell’eccidio e in onore alla forza delle donne di Roccagorga che ebbero il coraggio di ribellarsi , forza sempre presente che le ha contraddistinte nella storia.
In ricordo e memoria di Erasmo Restaini (34 anni), Salvatore Ferrarese (55), Fortunata Ciotti (25), Vincenza Babbo (44), Carlo Salcani (5), Mario Restaini (27), Vincenzo Mancini (28), e oltre 50 i feriti, nomi scolpiti nella pietra e nella memoria collettiva de nostro Paese. Mai dimenticati”.
