Tia, Latina Bene Comune all’ente di Piazza del Popolo: “Nessuna ambiguità sui possibili conflitti di interesse”
Una richiesta formale alla sindaca Matilde Celentano, alla segretaria generale e responsabile della Prevenzione della corruzione e della Trasparenza, Alessandra Macrì e alla direttrice generale del Comune di Latina, Immacolata Pizzella è stata inviata da Latina Bene Comune per chiedere chiarimenti e una verifica ufficiale sull’eventuale sussistenza di un conflitto di interessi, anche potenziale, in relazione alla controversia Tia1 tra il Comune di Latina e la curatela fallimentare di Latina Ambiente.
Al centro della segnalazione c’è il precedente incarico dell’avvocata Pizzella come presidente del Consiglio di amministrazione di Latina Ambiente nel 2012, proprio quando Comune e partecipata cominciavano a gestire le ormai famose partite credito/debitorie, e il suo attuale ruolo di direttrice generale del Comune, nonché di coordinamento del tavolo tecnico chiamato a ricostruire proprio quelle reciproche posizioni creditorie e debitorie tra l’ente e la società fallita. Una sovrapposizione di ruoli che, proprio per la delicatezza della materia, richiede un chiarimento formale, puntuale e documentato da parte dell’amministrazione.
“La vicenda Tia è da anni una delle questioni più complesse e onerose per il Comune di Latina – spiegano i consiglieri di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – Le origini risalgono alla gestione Zaccheo della tariffa per le annualità 2006-2009 e ai successivi rapporti economici tra l’amministrazione e Latina Ambiente. Nonostante i diversi tentativi di ricostruzione contabile e di composizione delle controversie, anche attraverso la riattivazione del tavolo tecnico nel 2024, restano contestazioni economiche che non hanno trovato una definizione condivisa. Occorre distinguere le diverse poste contabili che per gli uffici comunali ormai dal 2025 sembrano chiare e le pretese avanzate dalla curatela: la proposta di deliberazione di Giunta dello scorso gennaio n. 24/2026, relativa alle risultanze del tavolo tecnico, riporta una differenza contabile di 29.391 euro.
Ora invece le pretese economiche della curatela fallimentare ammonterebbero a circa 18 milioni di euro di capitale e arriverebbero a 41 milioni di euro considerando interessi e ulteriori voci. Importi che oggi per l’amministrazione Celentano richiedono ulteriori verifiche sugli atti ufficiali e che non possono essere considerati debiti definitivamente accertati.
Proprio in considerazione della dimensione economica che ha assunto la controversia, che è ora indispensabile la massima trasparenza. In una vicenda che espone il Comune a potenziali conseguenze rilevanti per le finanze pubbliche, ogni passaggio deve essere inattaccabile sotto il profilo dell’imparzialità, della correttezza amministrativa e della tutela dell’interesse collettivo”.
“Non stiamo formulando giudizi anticipati né affermando che esista un conflitto di interessi già accertato – proseguono da Lbc – Ma chiediamo appunto che ogni dubbio venga chiarito nelle sedi competenti, con atti formali e documentati. Su una vicenda così delicata non può esserci il minimo margine di ambiguità: bisogna sgombrare il campo da ogni possibile ombra, anche solo potenziale, per tutelare il Comune e i cittadini”. Il movimento chiede dunque alla sindaca di assicurare una verifica formale della situazione segnalata, alla segretaria generale e responsabile anticorruzione e trasparenza di promuovere un’istruttoria specifica e alla direttrice generale Pizzella di rendere una dichiarazione formale, circostanziata e documentata in merito all’assenza di situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, con riferimento al ruolo svolto nella gestione della controversia Tia1.
“Non sarebbe purtroppo la prima volta che la vicenda Latina Ambiente solleva interrogativi sui conflitti di interesse all’interno del Comune”, aggiungono i consiglieri, con riferimento ad alcune figure coinvolte nella gestione della vicenda, tra cui il ruolo di superconsulente attribuito dall’attuale sindaca Celentano a Giacomo Mignano, attualmente anche imputato nel processo per bancarotta fraudolenta per il fallimento della partecipata comunale dei rifiuti; o il caso di Lorenzo Palmerini, sul quale è intervenuta l’Anac con una pronuncia che ha sancito un conflitto d’interessi che ha preceduto le sue dimissioni da presidente del cda di Abc. “A questi si aggiunge la posizione di Antonina Rodà, attuale assessora al bilancio e partecipate che, secondo quanto emerso durante i lavori della commissione Trasparenza, non avrebbe partecipato alle attività del tavolo tecnico su queste partite debito creditorie della Tia1, proprio in ragione, parole sue, di un potenziale conflitto di interessi – puntualizzano dal movimento – Sono anni che la questione Latina Ambiente rappresenta un macigno per il nostro Comune.
Non è accettabile che, mentre si cerca ancora di ricostruire crediti, debiti e responsabilità, si debba continuare a discutere anche dell’eventuale presenza di conflitti di interesse in chi è chiamato a gestire e valutare proprio questa materia. Ogni nuovo dubbio rischia di compromettere la fiducia dei cittadini e di esporre l’ente a ulteriori contestazioni, con possibili conseguenze anche sulla tenuta degli atti amministrativi”.
