18ENNE PESTATO A LATINA: DE ROSA JR CONDANNATO A 4 ANNI, CADE AGGRAVANTE MAFIOSA

Alla sbarra per aver pestato a sangue un 18enne a Latina, si conclude il rito abbreviato per Giuseppe De Rosa

Destinatario pochi giorni fa di un avviso di conclusione indagine per violenza sessuale e maltrattamenti, il 22enne Giuseppe De Rosa, appartenente alla nota famiglia di Latina, attiva nel mondo dello spaccio, ha rimediato una condanna, in abbreviato, a 4 anni di reclusione per il pestaggio del ragazzo di 18 anni avvenuto il 24 ottobre 2024 nei pressi del parcheggio che si trova di fianco al Liceo Classico Dante Alighieri di Latina. All’esito del giudizio abbreviato, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, per De Rosa, così come stabilito anche dal Riesame di Roma, è caduta l’aggravante mafiosa contestata dalla DDA capitolina. Il pubblico ministero aveva chiesto per Giuseppe De Rosa una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione.

A novembre 2024, infatti, il Tribunale del Riesame di Roma aveva accolto il ricorso presentato dalla difesa per il 22enne Giuseppe De Rosa, arrestato con l’accusa di lesioni personali e minacce aggravate dal metodo mafioso in violazione degli obblighi imposti dalla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza. I giudici del Riesame avevano concesso a De Rosa la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari e avevano anche annullato l’aggravante del metodo mafioso, restituendo un quadro accusatorio meno grave dal punto di vista penale. Senza contare che la vittima del pestaggio non ha presentato denuncia nei confronti di De Rosa.

L’arresto era avvenuto, come detto, il 24 ottobre 2024, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina, su disposizione dell’allora sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Luigia Spinelli, avevano tratto in arresto il ventenne, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma.

Gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, sotto la direzione della Procura distrettuale, avevano permesso di definire compiutamente l’aggressione, ricostruendo come il sorvegliato speciale, che aveva dapprima importunato alcune ragazze che erano in compagnia della vittima, si sarebbe avvicinato al giovane, col pretesto di volergli parlare, lo avrebbe afferrato per il collo fino a fargli perdere i sensi. Dopo averlo scaraventato a terra, lo avrebbe picchiato violentemente, colpendolo al capo, al torace e agli arti, provocandogli gravi lesioni, lasciandolo tramortito a terra. Prima di allontanarsi dal luogo degli eventi lo avrebbe infine minacciato di ulteriori ripercussioni in caso avesse sporto denuncia, sfruttando il potere intimidatorio derivante dalla sua appartenenza alla nota famiglia locale De Rosa, legata al clan Di Silvio.

I Carabinieri della Sezione radiomobile di Latina erano intervenuti su richiesta del 112, in zona centro storico di Latina, esattamente nel piazzale compreso tra via Toti e viale Mazzini, vicino al liceo classico “Dante Alighieri”. Un’area che, insieme alle panchine di viale Mazzini, da qualche anno è diventato luogo di ritrovo giovanile nelle sere del weekend.

Nella zona era stata segnalata una lite in strada dove, poco prima, il ragazzo 18enne, nel tentativo di dissuadere dalle molestie poste in essere nei confronti di due ragazze, era stato pestato al volto da un ragazzo che, poco prima dell’intervento dei militari dell’Arma, si era allontanato.

Giuseppe De Rosa è il fratello più giovane della nota famiglia di origine rom, legata al clan Di Silvio, da anni nel mercato dello spaccio di droga. Il 22enne ha seguito le orme dei due fratelli più grandi, entrambi raggiunti da sorveglianza speciale: Cesare De Rosa, personaggio violento e condannato anche per tentato omicidio, e Cristian De Rosa, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sono tutti figli del deceduto Alessandro De Rosa, detto Franco lo Zingaro, e Giulia De Rosa detta “Cipolla”, pregiudicata e ritenuta come un punto di riferimento in città per lo smercio di droga.

Negli ultimi anni i De Rosa sono stati coinvolti in diverse operazioni anti-droga sia da parte dei Carabinieri che da parte della Polizia di Stato.

Leggi anche:
SPACCIO H24 PER I DE ROSA, RIDIMENSIONATE LE CONDANNE: PER “CIPOLLA” RIDOTTA LA PENA A 5 ANNI

Dapprincipio sul figlio di Giulia “Cipolla” De Rosa, personaggio che da anni ha costituito un punto di riferimento criminale per lo spaccio di Latina, il sostituto procuratore di Latina, Martina Taglione, aveva avviato una indagine per lesioni. Successivamente, il caso è passato alla DDA, con l’arresto richiesto dal sostituto procuratore antimafia, Luigia Spinelli.

La sera del pestaggio, tra il 27 e il 28 settembre, il viso del 18enne era completamente pieno di sangue, un particolare che non è sfuggito ad alcuni testimoni presenti, tra cui una donna che abita nel palazzo di piazzale Pordenone. Quest’ultima, vista la scena, ha chiamato a sé le due ragazze che si trovavano col 18enne per dare loro riparo e ha chiesto ad altri giovani di chiamare la Polizia.

De Rosa junior, infatti, prima di picchiare il ragazzo, lo aveva chiamato, con l’intento chiaro di provocarlo e chiedergli di condividere con lui le ragazze. Il 18enne non aveva raccolto le preoccupazione, cercando di rispondere in tono pacato. Al che il figlio di “Cipolla” gli ha specificato frasi di prassi: “Tu non sai chi sono io, se ti dico che dobbiamo parlare, dobbiamo parlare”. Dopodiché sarebbe iniziata l’aggressione vera e propria.

Articolo precedente

CORRUZIONE CON I FONDI EUROPEI: NOMINATO IL PERITO PER LE INTERCETTAZIONI

Articolo successivo

IMPIANTO ALL’EX MIRA LANZA, COMUNE DI PONTINIA E COMITATI UNITI CONTRO LA REALIZZAZIONE

Ultime da Giudiziaria