Stabilimento balneare “Il Sombrero” a Terracina: dopo il provvedimento eseguito dalla Guardia Costiera di Terracina, arriva il dissequestro
È durato circa un mese il sequestro del noto stabilimento “Il Sombrero” di Terracina. A settembre, infatti, la Guardia Costiera di Terracina aveva posto i sigilli al noto stabilimento balneare di Terracina il “Sombrero”. Il sequestro era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario ed era scaturito da contestati abusi e arbitrarie occupazioni di suolo demaniale.
Ieri, il Tribunale del Riesame di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, ha disposto tramite ordinanza il dissequestro dello stabilimento, dopo che il collegio difensivo degli avvocato Vincenzo Macari, Alfredo Zaza d’Aulisio e Giovanni Maiello hanno impugnato l’ordinanza del gip di Latina.
Ad ogni modo, in questo caso, al titolare dello stabilimento è contestata la violazione del codice della navigazione per aver proceduto per aver proceduto all’installazione in un’area di pubblico demanio dii 2500 metri quadrati, affidata in concessione, diverse strutture: un modulo di Pronto Soccorso, 5 spogliatoi, un modulo wc per portatori di handicap, uno spogliatoio per disabili.
Secondo la Guardia Costiera, le strutture seppur amovibili e stagionali avrebbero avuto bisogno di autorizzazione paesaggistica.
Al titolare della concessione balneare, è contestato anche l’utilizzo di opere di difficile rimozione composte da manufatto in muratura destinata a bar e servizi per 125 metri quadrati. Tutto in assenza di pareri e atti del provveditorato interregionale del Lazio e dell’Agenzia del Demanio, oltreché dell’ufficio comunale del Sue e della Soprintendenza. “Il Sombrero” avrebbe violato la concessione demaniale marittima, la cui efficacia è subordinata alle autorizzazioni e nulla osta. Un’occupazione illecita, secondo il Gip di Latina che ha rimarcato le violazione nella sua ordinanza, su richiesta del procuratore capo di Latina Gregorio Capasso e del sostituto Martina Taglione.
La difesa ha sollevato l’insussistenza dei reati contestati, né vi sono stati violazioni paesaggistiche e deficit nel campo delle autorizzazioni e dei pareri.
Alla fine della camera di consiglio, il Tribunale del Riesame di Latina ha aderito alle contro-deduzioni della difesa dissequestrando tutto.
