Nel corso del consiglio comunale di giovedì sera il sindaco Alberto Mosca ha rassegnato le dimissioni, dopo che il presidente Diana Sciamanna e Massimo Mazzali consigliere di maggioranza, sono usciti dall’aula, al termine della discussione e l’approvazione dei primi due punti all’ordine del giorno.
L’ormai ex primo cittadino ha spiegato in una intervista a Teleregione su Lazio Tv che “c’erano troppi interessi sui chioschi sui bandi per assegnare i chioschi sulle piazzole del lungomare”. Un rimando netto all’inchiesta della Procura di Latina con la Guardia di Finanza che ha portato nei mesi scorsi all’arresto del vice sindaco di Forza Italia, Giovanni Secci, scarcerato recentemente e tuttora imputato per turbativa d’asta con due funzionari del Comune di Sabaudia.
L’avviso di sfratto per Mosca c’era stato già nelle settimane precedenti con le critiche all’amministrazione da parte del consigliere comunale di Forza Italia, Massimo Mazzali e con le dimissioni dell’assessore Marcello Pastore: “Signor Sindaco – aveva scritto Pastore – con la presente, lo sottoscritto Marcellino Pastore rassegno le dimissioni dalla carica con decorrenza immediata a partire da oggi 14 0ttobre 2026. La decisione definitiva è maturata poiché ritengo che in questo ultimo periodo, sono venute a mancare le condizioni politiche, ed a caduta quelle per la piena operatività dello specifico settore, necessarie a proseguire l’impegno morale assunto verso i miei concittadini….ma soprattutto, non intendo prestarmi a sottili manovre politiche che possano pesare irresponsabilmente sulle necessità della nostra città.
Desidero ringraziare chi mi ha accordato la fiducia, nonché i colleghi di giunta, i consiglieri e i dipendenti del comune per la collaborazione concessami durante il periodo di attività svolto insieme”.
Ad ogni modo, Mosca insiste sul fatto che la sua amministrazione ha preteso di rifare il bando per i chioschi assegnando sette piazzole su nove per la stagione del 2027. Alcuni consiglieri comunali di maggioranza avrebbero invece voluto proroghe.
Infine, la chiosa finale: “C’è chi ha brindato. Un comportamento inqualificabile”. All’orizzonte la candidatura di Maurizio Lucci, esponente di Fratelli d’Italia e già sindaco. Un ritorno al passato per una Sabaudia che da anni vede su di sé una maledizione: amministrazioni che non arrivano al termine stabilito dalla naturale scadenza dei cinque anni e l’arrivo del commissario prefettizio.
