Maltempo e allerta arancione a Latina: “Il ritardo nella richiesta dello stato di calamità, la resa sulla prevenzione e le ferite del territorio. Chiediamo un Piano Idraulico e tutele immediate”
“Allagamenti diffusi, danni ingenti ad abitazioni, garage e attività commerciali, infrastrutture spazzate via e servizi essenziali in grave difficoltà: è questo il drammatico bilancio del recente nubifragio che ha colpito Latina e l’Agro Pontino. Di fronte a questa emergenza, a pesare come un macigno sono stati il ritardo e l’iniziale disinteresse dell’Amministrazione Celentano. Mentre cittadini e commercianti venivano lasciati soli a spalare il fango, chi governa la città si trovava a Roma per fotografie di rappresentanza, anziché essere sul campo, al fianco della comunità.
Se il Comune si è finalmente deciso a richiedere lo stato di calamità naturale, va sottolineato come questo atto sia arrivato con un grave e ingiustificato ritardo. A differenza di Comuni vicini, come Sezze, che hanno deliberato in via d’urgenza il giorno stesso del nubifragio, il 21 ottobre, a Latina la Giunta si è mossa soltanto in un secondo momento, dopo le reiterate pressioni delle forze di opposizione e di fronte all’esasperazione dei cittadini. Un ritardo nella reazione che dimostra, ancora una volta, l’incapacità di un’Amministrazione che rincorre gli eventi anziché guidarli. Gravissima è stata anche la gestione della prevenzione in occasione dell’allerta arancione emanata dalla Regione Lazio. Mentre diversi Comuni pontini, attraverso i rispettivi sindaci e commissari, hanno emanato ordinanze di chiusura delle scuole a scopo cautelativo, per ridurre al minimo gli spostamenti e tutelare la sicurezza di studenti, insegnanti e personale scolastico, il Comune di Latina non lo ha fatto. Il coinvolgimento attivo e preventivo dei dirigenti scolastici, in presenza di allerte meteorologiche gravi, per concordare le eventuali ordinanze di chiusura, deve diventare una procedura doverosa e non più disattesa.
Le ferite sul territorio sono sotto gli occhi di tutti. Viabilità e dissesto. Emblematico è il crollo lungo la strada Capoportiere–Rio Martino, dove il cedimento iniziale si è trasformato in una vera e propria voragine, costringendo alla chiusura dell’arteria e isolando un tratto fondamentale del nostro litorale.
Sanità e diritto alla salute. I pesanti allagamenti e i danni subiti dall’Ospedale Santa Maria Goretti si traducono in una vera e propria privazione del diritto alla cura per i cittadini, a causa delle interruzioni e dei disagi che hanno interessato servizi sanitari essenziali.
Scuole lasciate sole. Oltre alla mancata chiusura preventiva, gli istituti scolastici della città si sono trovati ad affrontare in solitudine allagamenti e infiltrazioni. Sconcertante appare, inoltre, la resa sul fronte della manutenzione ordinaria. Ammettere che, con i fondi attualmente disponibili, si riesce a pulire soltanto una frazione delle 16.000 caditoie e che si interviene “a vista” o soltanto dopo gli allagamenti significa trasformare l’acqua in una “sentinella”, programmando l’emergenza anziché prevenirla. Non basta più la semplice pulizia ordinaria. Di fronte a eventi meteorologici di questa portata, occorre rivedere integralmente i parametri di contenimento e la capacità di portata delle reti di drenaggio urbano e dei canali di bonifica, che devono essere costantemente manutenuti e rivalutati alla luce delle nuove dinamiche climatiche. A queste “bombe d’acqua” autunnali seguiranno, inoltre, i mesi di forte siccità estiva. Continuare a trattare la pioggia come un mero rifiuto da far defluire, anziché come una risorsa da accumulare e recuperare, dimostra l’assenza di una visione sul futuro.
Come forze politiche unite – Latina Bene Comune, Partito Democratico, Per Latina 2032, Movimento 5 Stelle, Europa Verde e Sinistra Italiana (AVS) e Possibile – chiediamo con urgenza: 1. Massima celerità nei ristori e nell’assistenza. Ora che lo stato di calamità è stato finalmente richiesto, si accelerino al massimo le procedure istituzionali per garantire i rimborsi alle famiglie, alle imprese e ai commercianti colpiti. 2. L’attivazione immediata di uno sportello dedicato ai cittadini, per fornire assistenza diretta nella compilazione delle schede di rilevazione e quantificazione dei danni. 3. L’istituzione di un tavolo permanente con i dirigenti scolastici e la definizione di protocolli chiari per l’emanazione tempestiva delle ordinanze cautelative di chiusura delle scuole in occasione di allerte meteorologiche gravi. 4. Un piano straordinario di coordinamento con ABC per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti ingombranti e dei beni danneggiati dal fango, così da offrire un aiuto concreto a chi ha subito allagamenti nelle abitazioni e negli scantinati. 5. La messa in sicurezza urgente delle infrastrutture e degli istituti scolastici, con il ripristino della viabilità, a partire dalla voragine lungo la Capoportiere–Rio Martino, e della piena operatività dell’Ospedale Santa Maria Goretti. 6. L’istituzione di un Coordinamento Permanente per l’Adattamento Climatico, che riunisca tutti gli attori istituzionali e operativi del territorio – Comune, Consorzio di Bonifica, Provincia, Protezione Civile e Prefettura – per la redazione di un nuovo Piano Idraulico, affinché Latina sia realmente la Città dell’Acqua e non torni, ogni volta, a finire sott’acqua. Non è più il tempo dei rinvii, delle passerelle e dei provvedimenti adottati all’ultimo minuto. Latina ha bisogno di presenza costante, pianificazione e interventi strutturali”.
Così, in una nota, Latina Bene Comune, Partito Democratico, Per Latina 2032, Movimento 5 Stelle, Europa Verde e Sinistra Italiana (AVS).
