Museo Cambellotti a rischio, Ciolfi (M5S): «Celentano chieda scusa ai cittadini e si assuma tutte le responsabilità per come ha ridotto la Cultura a Latina»
Gli eredi contestano il mancato rispetto degli accordi sulle opere. Appena 3.000 euro l’anno per il museo e nessuna risposta sui chiarimenti richiesti dalla Commissione Trasparenza per Miss Teen Lazio. «Il Centenario rischia di arrivare senza il nostro patrimonio culturale più importante».
La notizia del ricorso notificato dagli eredi di Duilio Cambellotti al Comune di Latina è gravissima. Viene contestato il mancato rispetto degli impegni assunti per la donazione e la concessione in uso delle opere del Maestro, con il rischio che la città perda la collezione custodita nel Museo Civico Cambellotti, l’unico museo civico attualmente aperto a Latina.
Le contestazioni riguardano la valorizzazione dell’artista, la conservazione delle opere, l’utilizzo della struttura per eventi ritenuti inappropriati e la mancata risposta alle sollecitazioni della famiglia. Una vicenda che, secondo quanto riportato dalla stampa, potrebbe persino portare al trasferimento della collezione in un museo romano.
«La sindaca Celentano dovrebbe chiedere scusa ai cittadini e assumersi tutte le responsabilità per quanto sta accadendo e per come è stata ridotta la Cultura a Latina sotto il suo mandato. Ha scelto di tenere per sé la delega, sostenendo di poter gestire direttamente il settore, senza nominare un assessore dedicato. Oggi siamo davanti al rischio concreto di perdere una parte fondamentale della nostra identità culturale. È questo il risultato di tre anni di amministrazione?».
C’è poi una domanda alla quale la sindaca deve rispondere: come si può pensare di gestire adeguatamente un museo di tale rilievo, garantire la conservazione delle opere e valorizzare il Maestro Cambellotti con appena 3.000 euro l’anno di risorse ordinarie, cifra indicata dalla direttrice del museo in Commissione Cultura? Se Celentano ha voluto mantenere questa delega, deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle risorse, delle scelte e dei risultati. Non basta trattenere una delega: occorre dimostrare di saperla esercitare.
La vicenda arriva, inoltre, nel momento più delicato: Latina si prepara, insieme alla Fondazione, a programmare le iniziative per il Centenario della città, che dovrebbero avere proprio nella cultura uno dei loro pilastri. Rischiamo di celebrare la nostra storia mentre potremmo perdere uno dei patrimoni artistici che meglio la raccontano. Un paradosso intollerabile.
«Accolgo positivamente la disponibilità del presidente della Commissione Cultura, Claudio Di Matteo, a convocare una seduta dedicata, aprendo anche alla partecipazione della famiglia. Ma questa vicenda, da quanto emerge dalle notizie pubblicate, non arriva come un fulmine a ciel sereno: sarebbe il punto di approdo di una lunga serie di sollecitazioni degli eredi rimaste, a quanto riferito, senza risposte adeguate.
La domanda è sempre la stessa: perché l’Amministrazione Celentano interviene soltanto quando le criticità sono già esplose? Le caditoie si puliscono dopo gli allagamenti; sulla riattivazione della concessione mineraria delle Terme la Sindaca dice di voler intervenire (ma ancora non lo fa) dopo la revoca da parte della Regione Lazio; sulla vicenda TIA l’amministrazione si riattiva solo dopo la diffida della curatela da circa 41 milioni di euro. Ora rischiamo di affrontare la questione Cambellotti quando il rapporto con gli eredi è già arrivato a un punto critico. Perché non si è intervenuti prima, ascoltando le loro richieste e prevenendo il peggio?».
Tra le questioni sollevate c’è anche l’utilizzo improprio del museo con riferimento al concorso Miss Teen Lazio, ospitato il 16 marzo scorso. Sulla questione ero intervenuta immediatamente, chiedendo una Commissione Trasparenza per verificare la compatibilità dell’iniziativa con il regolamento e la vocazione della struttura.
La prima seduta è andata deserta per l’assenza della maggioranza che in evidente difficoltà ha scelto la via della fuga; nella successiva sono emerse criticità sia nel rispetto del regolamento sia nella documentazione economica, in particolare per la mancata rendicontazione completa delle entrate degli sponsor. Ad aprile ho trasmesso via PEC una richiesta formale di integrazione documentale e chiarimenti alla dirigente del Servizio Cultura e alla direttrice del museo: a oggi non ho ricevuto risposta. Reitererò la richiesta, perché le questioni poste nell’esercizio delle funzioni di controllo non possono essere archiviate con il silenzio.
«Siamo di fronte a un’Amministrazione che continua a rincorrere le emergenze quando il danno rischia di essere già compiuto. Ora è indispensabile che il Comune si attivi immediatamente, mettendo in campo tutte le iniziative amministrative, tecniche e istituzionali possibili per scongiurare il ritiro delle opere, verificare il rispetto degli accordi e ricostruire un rapporto di fiducia con gli eredi, se ce ne saranno ancora le condizioni.
La responsabilità politica ricade innanzitutto sulla sindaca, che ha scelto di tenere per sé la delega alla Cultura e aveva quindi il dovere di garantirne una gestione all’altezza. Il Museo Cambellotti non è uno spazio qualsiasi e le opere del Maestro non sono un patrimonio sostituibile. Latina merita una Cultura che sia una priorità concreta, non una delega trattenuta senza una strategia adeguata. E merita di arrivare al Centenario potendo ancora custodire e mostrare ai cittadini e ai visitatori il proprio patrimonio, anziché doverne piangere la perdita».
Maria Grazia Ciolfi
Capogruppo M5S Latina
Presidente della Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina
