OPERAZIONE “SANGUE AMARO”: ARRESTATI I TITOLARI DELLA ILSAP DI LATINA

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ILSAP: l'impianto di Latina si occupa di trattamento dei rifiuti di origine organica

Operazione “Sangue Amaro”: l’inchiesta per traffico di illecito di rifiuti che da Lecce arriva alla Ilsap di Latina

A finire agli arresti domiciliari i titolari dell’azienda di Borgo San Michele Roberto e Michele Martena, originari della provincia di Lecce ma operanti nel capoluogo pontino. Il coinvolgimento dell’azienda di Latina nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, riguarderebbe lo smaltimento illecito di 1,72 tonnellate di liquido ematico avvenuto tra il 2019 e il 2020.

Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, traffico illecito e gestione illecita di rifiuti. Sono stati effettuati 9 sequestri: 1 opificio industriale; 1 immobile; 6 automezzi; 1 cisterna. I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura-Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini, sono stati eseguiti a Brindisi, Napoli e Latina.

L’indagine, denominata Sangue Amarò e condotta dai militari del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce e del Nipaaf di Latina, ha avuto inizio ad ottobre del 2018, a seguito del controllo di un impianto di magazzinaggio di sottoprodotti di origine animale, la Orm srl, nel comune di Oria (Brindisi), che si occupa dell’attività di recupero e smaltimento di scarti di origine animale (cosiddetta Soa).

Nel corso del tempo, gli investigatori avrebbero accertato che il materiale ematico proveniente dalla macellazione degli animali, da gestire secondo una specifica filiera, veniva smaltito illecitamente all’interno di alcuni terreni e, in particolare in un pozzo nella disponibilità di uno degli indagati principali, con diramazioni anche fuori dal territorio pugliese, con il concorso, in particolare, di 2 aziende operanti in Campania a Caivano (Napoli) e  nel Lazio a Latina: per l’appunto l’Ilsap.

L’operazione è in corso in diverse città e l’esecuzione delle misure disposte dal Gip del Tribunale di Lecce è affidata ai carabinieri del Noe di Napoli Roma, del Nipaaf di Latina e Lecce e dei carabinieri del comando provinciale di Latina. A Latina disposto, quindi, l’ordine di arresto ai domiciliari per Michele Martena, 31 anni, e il padre Roberto Martena, 58 anni, per adesso non ancora rientrato da Dubai dove si trovava.

In tutto, le misure cautelari, richieste dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Giovanna Cannarile, e accolte dal gip del Tribunale del capoluogo salentino, Cinzia Vergine, sono sette: oltreché ai pontini, Annunziata Gioffredi, 51enne di Francavilla Fontana; Fabio Leo, concittadino di 47 anni; Omar Leo, 36enne francavillese; Gianfranco Mingolla, 37enne francavillese e Vitantonio Turrrisi. Tutti collegati alla società “Orm srl”. Gli investigatori, inoltre, stanno valutando la posizione di altri sette individui, riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di altre province italiane.

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